Io non so rinascere mai interamente nuova, c’è sempre un po’ di vecchio addosso a me. Non so lasciare niente davvero, mi tengo sempre in tasca frammenti minuscoli di vita passata. I miei capelli hanno catturato l’odore dei camini, dell’erba fresca, del mare, delle cucine unte di fritto e io mi porto addosso l’odore acre del tempo che non esiste più e che io non so lasciare andare. Il tempo muore, ma non per me.
Con tutto questo tempo addosso, mi sento troppo sazia in alcuni momenti e mi chiedo se c’è ancora posto per il futuro. Dove posso nasconderlo il tempo nuovo perché non si impregni di tutti gli odori che mi porto addosso?
Io non so rinascere, perché non so morire. Eppure so che è questa l’unica strada per imparare a vivere. Questa porta l’ho fotografata nel centro storico di Barga, eppure potrebbe tranquillamente appartenere anche alla mia Calabria in abbandono. Oltre questa porta potrebbe nascondersi il passato o il futuro. Sembra chiedere a chi passa di bussare, cercare una chiave che possa aprirla ancora una volta alla vita. Sembrano pregare le porte chiuse e io che mi porto addosso tutto il tempo del mondo prego insieme a loro che la vita qui voglia tornare a far rumore. Sarà vero che anche i luoghi ci somigliano.
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