BARGA – Ospedale “San Francesco” di Barga, lavori in corso e interventi da realizzare. Abbiamo realizzato questa intervista con il direttore generale dell’Asl Toscana Nord Ovest Letizia Casani per fare il punto della situazione su quello che è stato avviato, a cominciare dal nuovo ospedale di comunità, ma anche sui progetti futuri. Va ricordato infatti che l’ASL investirà sull’ospedale “San Francesco” di Barga, per interventi di antisismica e adeguamento di nuovi spazi, 5,9 milioni di euro. Se ne parla da tempo, ma a che punto siamo? Di tutto questo e di altro ancora e dei tempi di realizzazione dei vari progetti ecco le risposte del direttore generale Casani.
A Barga vanno avanti i lavori per la realizzazione del nuovo ospedale di comunità. Quando potrà essere pronto?
“L’intervento prosegue regolarmente. Risultano terminate le demolizioni avviate lo scorso 14 ottobre, alla presenza del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e a breve inizierà la costruzione della nuova struttura: un Ospedale di Comunità che sorgerà in contiguità con il San Francesco.
Essendo un intervento finanziato tramite Missione 6 PNRR l’attivazione della struttura avverrà entro la fine di marzo 2026, come previsto dal CIS sottoscritto tra Ministero della Salute e Regione Toscana.
E’ un nuovo importante tassello, con un costo complessivo davvero consistente di circa 5 milioni di euro, per una struttura da 20 posti letto.
Con Regione e Comune di Barga abbiamo condiviso un percorso proficuo e partito da lontano, scegliendo anche insieme le migliori soluzioni progettuali.
Si tratterà dunque di un servizio nuovo dedicato alle cure intermedie e di una grande opportunità per tutta la Valle del Serchio, che permetterà di rafforzare il legame tra ospedale e territorio, con un aumento consistente di posti letto territoriali.
Per questo e per gli altri interventi abbiamo dato priorità al lavoro degli uffici tecnici, che ringrazio, e ciò ha permesso di sfruttare al massimo le risorse arrivate dal PNRR e non solo”.
Come da lei dichiarato in occasione dell’avvio dei lavori di demolizione della vecchia palazzina, l’ASL investirà 1,2 milioni di euro l’anno per funzionamento e personale. Questo vuol dire anche nuove assunzioni?
“In effetti, per far funzionare la nuova struttura quando sarà attiva – secondo i nostri calcoli e le attuali tariffe -serviranno circa 1 milione e 200mila euro ogni anno, un costo rilevante ma che è necessario e giusto garantire per il bene della cittadinanza. Ci sarà personale in più, da integrare con quello già presente nei servizi territoriali.
In una fase di difficoltà economica, grazie alla collaborazione della Regione, stiamo quindi facendo uno sforzo straordinario per conciliare sostenibilità, avanzamento dei lavori e gestione dei servizi. Si tratta sicuramente di un segnale di attenzione da parte nostra e della Regione per questa zona, alla quale si devono garantire attività adeguate alle esigenze della comunità.”
Da tempo si parla di un investimento di 5,9 milioni di euro per potenziare l’ospedale di Barga con la ristrutturazione dei padiglioni E e B. Ce ne può parlare?
“E’ un finanziamento assegnato dal Ministero della Salute destinato prioritariamente al completamento dell’adeguamento sismico dell’ospedale di Barga. Per quanto riguarda il padiglione B (quello principale ndr) non è inserito in questo finanziamento in quanto già destinatario dei fondi PNRR.
In effetti, insieme al processo di programmazione delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità, dobbiamo portare avanti anche tutti gli altri interventi già previsti in Valle del Serchio, a partire appunto dai lavori nella parte vecchia dell’ospedale”.
Che cosa verrà realizzato?
“In accordo con la direzione del presidio ospedaliero e con le priorità indicate dal Ministero si ritiene di utilizzare questi fondi per: una necessaria valutazione preliminare del rischio sismico dei padiglioni E (vecchio convento) e F (Locali tecnici e magazzino); per i successivi lavori di adeguamento o miglioramento sismico di questi due edifici e adeguamento funzionale dell’edificio E per realizzare ambulatori studi medici e CUP; per l’adeguamento funzionale e normativo del blocco operatorio”.
Quando potrebbero iniziare questi interventi. I tempi sono lunghi?
“Al momento è in fase di completamento lo studio di fattibilità dell’intervento, studio che dovrà poi essere verificato dalla Regione e approvato dal Ministero. Solo dopo l’approvazione sarà possibile affidare e iniziare la progettazione esecutiva dell’intervento ed effettuare la gara di appalto dei lavori. Al momento si prevede l’avvio dell’opera nel 2026 e la sua conclusione entro il 2028”.
A Barga più volte la sindaca ha dichiarato che all’interno di questo progetto avrebbe espresso la richiesta anche di un possibile spazio per installare una TAC per l’ospedale di Barga. E’ un progetto realizzabile?
“Per quanto riguarda l’eventuale installazione di una TAC all’ospedale di Barga, è un progetto che potrà essere valutato, nell’ambito della programmazione pluriennale, appena sarà conclusa la partita del PNRR, anche alla luce della possibilità di reclutare il personale medico necessario e considerate quindi le difficoltà attuali, dal livello nazionale fino a quello locale, in questo ambito.”
“Al di là di questo specifico aspetto, da approfondire con i nostri tecnici e i nostri sanitari, preme comunque evidenziare che stiamo arricchendo in maniera significativa l’offerta presente, sia in ospedale che sul territorio, dove grazie alle nuove strutture che stiamo realizzando vogliamo fornire una risposta complessiva al cittadino, garantendo un’adeguata presa in carico della persona e un raccordo tra attività e professionisti del territorio, in collegamento con quelli ospedalieri. Cresce così il modello di sanità di prossimità, con l’obiettivo anche di ridurre gli accessi impropri in ospedale, oltre che di rafforzare la qualità dei servizi. In questo senso ricordo anche il progetto pluriennale Proximity Care proposto dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che coinvolge la Regione Toscana, la nostra Asl, i 23 comuni delle aree interne della provincia di Lucca e le istituzioni del terzo settore. Partecipano come partner tecnici la Fondazione Monasterio, il Centro di ricerca Maria Eletta Martini di Lucca, ISPRO (Istituto Prevenzione e Ricerca Oncologica) di Firenze.
La Valle del Serchio è uno dei territori di riferimento di questa iniziativa, che si articola in 11 sottoprogetti e intende promuovere la salute della popolazione integrando la dimensione assistenziale della cura con l’innovazione tecnologica, la prevenzione e la promozione, attraverso l’impegno e il coinvolgimento diretto di chi vive e opera nelle aree interne della provincia di Lucca. Gli ambiti di intervento riguardano la salute e il benessere degli adolescenti, la gestione domiciliare delle malattie croniche, il supporto tecnologico dei servizi di emergenza urgenza, la formazione permanente degli operatori sanitari, il sostegno ai familiari che si prendono cura dei loro cari, gli interventi per le persone con disabilità, l’introduzione di strumenti innovativi di valutazione e di programmazione delle politiche sociosanitarie e dei servizi alla persona.
Nell’ambito del Proximity Careè nato, tra l’altro, il Barga Simulation Laboratory (BaSiLabo), una palestra in cui allenare il personale sanitario, in particolare della Valle del Serchio, allo svolgimento delle procedure cliniche. La simulazione avanzata è ancora più rilevante in un’area interna come la Valle del Serchio, in cui una casistica non particolarmente ampia rende necessaria appunto una formazione costante, per garantire una pratica adeguata”.
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