Ciao, Carissimo Flavio

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Il 20 gennaio scorso all’ospedale San Luca di Lucca dove era ricoverato a seguito di una malattia crudele quanto inesorabile, ci ha lasciato, davvero a sorpresa per tanti di noi, il caro Flavio Michi. Flavio era una persona speciale che ti trasmetteva energia, voglia di fare e voglia di vivere. E davvero per lui non avrei mai immaginato che potesse esserci una fine. Una fine soprattutto così repentina. Aveva solo 67 anni ed abitava a Montecatini Terme, ma era fornacino doc ed a Fornaci è sempre stato profondamente legato.
Di chi era Flavio ce ne parla in questo bello scritto che ce lo racconta il suo amico Claudio Stefanini, che per lui ha scritto parole bellissime e condivisibili. Claudio racconta anche della sua grande passione per il circo e soprattutto per il Circo di Montecarlo dove era uno di casa; ne avevamo parlato nel 2023 nell’articolo dove ci raccontò anche il suo lavoro di ricerca della storia del Montecarlo Festival. Avrebbe voluto farne un libro…
Ci sarà ora anche un’ultima occasione per ricordarlo e salutarlo. I suoi funerali si svolgeranno sabato 25 gennaio alle ore 10,30 presso la Chiesa del Cristo Redentore di Fornaci di Barga
Flavio lascia il cugino Claudio Chiesa, l’amico Claudio Stefanini e gli amici più cari ai quali ci sentiamo vicini ed inviamo le nostre affettuose condoglianze.
Ci mancherai, carissimo Flavio

 

Luca

 

Diglielo
Che cosa Flavio?
Diglielo a tutti.

E si è aperto con il miglior sorriso degli ultimi, sofferti, quattro mesi.
Un sorriso per me, per tutti i fornacini, per tutti gli amici, compresi quelli del Circo.
Perché magari voi non lo sapete, ma Flavio è una personalità conosciutissima internazionalmente nel mondo del Circo. A Monte Carlo, quello del Principato, era di casa.
Ma quindi chi era Flavio Michi, o più semplicemente per noi, il Flavio?
Innanzitutto era il figliolo del Michi, il biciclettaio di Fornaci nonché personaggio di paese del tempo che fu, talmente personaggio che il suddetto Flavio sarebbe per sempre rimasto il su’ figliolo. La leggenda narra che una volta, per vedere meglio sein fondo al serbatoio di un motorino ci fosse rimasta della benzina, lui si fece luce con un fiammifero, con inevitabile esplosione in officina. L’Enrico Michi era questo ed anche di più.

2002. Flavio Michi, il primo a destra, con il Principe Alberto e la presidente del Festival Stephanie di Monaco

Il giovane Flavio, sempre studente, rimane folgorato dallo spettacolo di uno di quei circhi di passaggio che aveva montato le
tende proprio dietro casa sua, in un piazzale sterrato dove ora sorge la Farmacia Comunale e il parco giochi per bambini.
Quella passione non lo avrebbe più abbandonato. Vi posso dire che nelle sue cose che ho raccolto in ospedale dopo che se ne è andato, ho trovato un pass per il Festival Internazionale del Circo del 2024, dove lui era presente nella doppia veste di presidente della giuria e di fotografo.
A Monte Carlo era davvero di casa e conosciuto da tutti. Per tutti intendo proprio tutti. Conosceva personalmente Ranieri e Grace di Monaco, così come Alberto e tutta la discendenza. Moltissimi artisti ed attori, anch’essi appassionati del mondo del
Circo, lo conoscevano. Me ne ha fatto una lista notevole.

Diverse volte ho fatto due chiacchiere col mio vicino di poltrona, sapevo benissimo chi fosse, non lo racconto mai a nessuno perché tanto senza prove non mi crederebbero, e di certo non andavo a chiedergli una foto!

Il lui in questione era Cary Grant.
Di alcuni di loro era diventato amico, perché persona riservata, solare ed intelligente. Uno dei suoi amici cari del mondo dello
spettacolo è Arturo Brachetti, che anch’io ho conosciuto perciò vi posso dire che è tutto vero.

Michiiiii! ciao come stai? bene vedo eh, dalla pancia che hai messo su vedo che stai proprio bene!

E giù risate.
Ho mancato di conoscere la Moira Orfei per un pelo, dovevamo andare a trovarla quando era a Lucca ma poi non se ne fece di nulla. Lei lo chiamava Flavione. Era di famiglia, il figlio Stefano e la moglie Brigitta Boccoli sono suoi carissimi ed intimi amici.
Tornando a Fornaci, Flavio nel frattempo inizia a lavorare come informatico presso una società che produce programmi di
gestione per la produzione e vendita nell’industria, verso Tavarnuzze. Va ad abitare quindi a Montecatini, dove ormai più di 30 anni fa porta anche il Michi-quello-vero e la sua cara mamma, dopo uno spiacevole episodio che vide coinvolto Enrico (si, il babbo aveva anche un nome di battesimo) all’inizio della sua battaglia con l’Alzheimer. Questo episodio, gestito malamente dalle autorità locali, portarono Flavio ad un disamoramento da Fornaci e a non recarcisi più fino al 2014.
Ma l’attaccamento al paese natio lo porta poi a riallacciare alcuni contatti e, galeotta la pagina facebook Sei di fornaci se… conosco questo tipo di cui allora non conoscevo certo la storia. Ci conosciamo personalmente e decidiamo di andare a cena in un locale a Ghivizzano. Da lì gli chiedo se gli fosse piaciuto rifare un giro a Fornaci, non sapendo allora che sarei stato io a riportarlo in paese dopo oltre vent’anni di assenza.
Con un colpo da maestro riesce, da lì a poco, a togliere di mano la pagina Sei di Fornaci se a due scriteriati che stavano per
chiuderla non sapendo come gestirla. Cambiato il nome in Sei di Fornaci? Questo è il tuo gruppo! il resto è storia recente.
Tutta Fornaci riallacciò i rapporti con lui e diventò un motore sociale infaticabile, organizzando cene del gruppo al Bugno,
premi e tenendo viva la memoria storica e recente del paese.
È stato facile diventare grandi amici. Magari a volte faceva un po’la primadonna, ma stava tutto nel personaggio Flavio.
Pensate che quando organizzammo uno spettacolo sul Geri di Gavinana anche il Milvio Sainati ci fece i complimenti…
evento che era accaduto solo altre due volte dal secondo dopoguerra….Ciao Milvio, ci manchi tanto anche te!

Flavio con Massimo Salotti e Lucia Morelli alla presentazione della video clip su Fornaci inCanto

Anche quando rischiò di diventare per davvero Sindaco di Barga per via di una finzione cinematografica, fu un episodio esilarante!
Il carattere gioviale di Flavio si vedeva anche dal vicinato della sua casa di Montecatini. Negli ultimi mesi li ho conosciuti tutti per cui posso affermare che era davvero benvoluto da chiunque.
Ma era anche molto riservato, forse anche troppo, non amava essere aiutato né compatito. I vicini si erano accorti che non stava bene perché si vedeva fuori sempre meno.
Quello che non sapevano era che lui stava combattendo una insidiosa malattia da tre anni.
Lo scorso settembre è iniziato il capitolo finale, entrando ed uscendo da ospedali e case di cura.
L’ultima casa vera e le ultime risate spensierate a tavola le ha fatte in famiglia, a casa mia. Di questo a casa siamo tutti
orgogliosi.
Mi diceva, scherzando, che oramai gli mancava di girare solo Loppia.
Ed ora eccoci qua.
Flavio era un uomo di mondo, ma alla fine il suo mondo era Fornaci, dove tra poco tornerà per sempre.
Ciao Flavione, grazie di tutto. Anche del tuo ultimo sorriso.

Claudio Stefanini

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